Un piano nazionale di sdemanializzazione

Un piano pluriennale nazionale per giungere in tempi certi e con risorse garantite ad una sdemanializzazione delle aree militari dismesse.

È quanto propone il sindaco di Palmanova, Francesco Martines, candidato alla Camera dei Deputati nel collegio uninominale Udine 3.

“In tutta Italia vi sono immobili, tra cui edifici storici, e grandi porzioni di territorio che vanno restituiti allo sviluppo economico, evitando ulteriore consumo di suolo”.

Un’operazione che potrebbe riportare a valore un patrimonio che in tutta Italia, già nel 2015 (dati del Demanio) contava 9367 beni immobili dello Stato richiesti dagli enti locali per usi propri e solo in parte concessi negli anni successivi.

“L’idea – spiega Martines – parte da Palmanova dove ci sono ancora di caserme e oltre 40 appartamenti militari vuoti e in stato di continuo degrado”.

“La mia proposta va nella direzione di dare piena attuazione al federalismo

demaniale, un processo di trasferimento a titolo gratuito agli Enti territoriali di beni del patrimonio dello Stato e di alcune tipologie di demanio pubblico e militare, dando supporto agli enti locali nelle procedure di acquisizione e valorizzazione, anche con il successivo intervento di investitori privati”.

Un tentativo già avviato proprio a Palmanova e subito dopo a Udine con l’operazione Puvat (Programma unitario di valorizzazione territoriale) che, come spiega Martines “ha creato una sinergia tra Comune, Demanio, Ministero dei beni culturali, Regione, per immettere sul mercato 20 immobili, anche di pregio, con finalità d’uso predeterminate e coerenti con i piani di sviluppo comunali, quindi con la visione che ciascuna collettività ha del proprio futuro”.

La proposta prevede l’attivazione di procedure semplificate per la dismissione dei patrimoni immobiliari pubblici.

Un piano a cui Martines accosta un’ulteriore proposta, ovvero “la regionalizzazione delle Soprintendenze, per avvicinarle alle esigenze di Comuni e territori nella gestione dei beni culturali, con l’obiettivo di snellire la burocrazia e asservire le procedure amministrative alle istanze del territorio in tema di recupero e riutilizzo di beni immobili con destinazione culturale”.

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